Amenorrea: come guarire

Amenorrea: come guarire

di Elisabetta Sartini

AMENORREA: COS’E’?

L’Amenorrea è la mancanza di mestruazioni.

Tale mancanza risulta fisiologica in alcuni momenti della vita di una donna:

  • Pubertà
  • Menopausa
  • Gravidanza
  • Allattamento (per un periodo più o meno breve)

Al di fuori di questi casi, l’assenza di ciclo mestruale viene classificata in base alle cause che la determinano in: Amenorrea Primaria e Secondaria.

TIPI DI AMENORREE

L’Ameorrea Primaria è l’assenza di mestruazioni in età superiore ai 16 anni. Essa può essere collegata a cause inerenti l’apparato genitale (insufficiente sviluppo) o extragenitali (disfunzione ipofisi, tiroide, malnutrizione..).

L’Amenorrea Secondaria è la scomparsa di flusso per almeno 6; mesi tra le cause genitali si annoverano quelle condizioni che, determinando la distruzione (o l’asportazione) di uno degli organi direttamente implicati nella funzione mestruale (isterectomia) o alterazione della funzionalità ipofisaria. In questi casi cessano gli stimoli causati dagli ormoni ipofisari sull’ovaio ed insieme ad essi la sua normale funzione. Questa patologia è accompagnata da una grave diminuzione dell’attività di tutte le ghiandole endocrine che si trovano sotto il controllo dell’ipofisi.

Le Amenorree possono derivare:

  • Da alterazioni organiche dell’utero e/o vagina, che impediscono il determinarsi del flusso mestruale. Assai frequenti nell’amenorrea primaria.
  • Da alterazione dell’asse ipotalamo-ipofiso-ovarico, causa di carenze o anomalie ormonali (estrogeni e progesterone). Tra queste, in base al quadro ormonale, si distinguono ulteriormente amenorree: da iperprolattinemia, da deficit di gonadotropina, con eccesso di gonadotropina, anovularietà con aumentato produzione androginica.

LE CAUSE

Per molto tempo l’amenorrea è stata vista solo come un sintomo associato al disturbo del comportamento alimentare (DCA), nonostante alcune situazioni di amenorrea permanessero o non fossero associate a disturbi alimentari conclamati. Nell’ultima versione del DSM-5 questo criterio è stato tolto, quindi l’amenorrea non figura più tra i criteri diagnostici necessari per un DCA.
Le alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovarico possono essere dovute a disfunzioni endocrine:

  1. Ipotalamo, risulta incapace di produrre GnRH (ormone che stimola la secrezione ipofisaria di gonatropine)
  2. Ipofisi, la cui alterazione più frequente risulta essere un’alterazione di iperprolattinemia. L’eccesso di prolattina (PRL) interferisce con la secrezione di gonadotropine, soprattutto LH.
  3. Surrene, purtroppo l’amenorrea data dal surrene può concomitare a tumori, per ipercortisolismo e/o iperproduzione di androgeni. Una più frequente interferenza è data dai deficit enzimatici (21 idrossilasi) che per eccesso di androgeni causa ambiguità ai genitali esterni e amenorrea primaria.
  4. Tiroide, i distiroidismi in eccesso o difetto causano disovularietà.
  5. Ovaio, più rara come causa sono i tumori secernenti estrogeni o androgeni.

Discorsi più complessi e di natura medica li lasciamo a parte.

La maggior parte delle amenorree secondarie è dovuta a squilibri nutrizionali  e/o alterato bilancio energetici. Sotto l’influenza di essi si scatenano molteplici reazioni biochimiche che coinvolgono anche l’insulina alterando la secrezione di gonadotropine (queste frasi vanno sapute leggere bene e contestualizzate!).

  • Le situazioni da carenza nutrizionale e bilancio energetico negativo comportano uno “spegnimento” della funzione dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovarico. A tutto ciò possiamo unire lo stress per alterazione di neurotrasmettitori. Ne conseguono dapprima amenorrea normo-estrogenica e successivamente a. ipogonadotropa. Possono concomitare a tutto ciò: diminuzione dell’attività IGF-1, riduzione dei livelli di ormoni tiroidei (in particolare FT3) , aumento del cortisolo.
  • All’opposto situazioni di eccesso nutrizionale , spesso caratterizzate da sovrappeso, conducono ad una eccitazione funzionale dell’asse ipotalamo-ipovisi-ovarico al quale consegue: anovularietà, iperandrogenismo, amenorrea e quadro ecografico con policisti sindrome dell’ovaio policistico (PCO).

CARATTERISTICHE DELL’AMENORREA IPOTALAMICA

In sostanza, oltre a studiarne l’eziologia da un punto di vista fisico, si identificano delle caratteristiche tipiche dell’amenorrea ipotalamica: difficoltà a gestire le emozioni, rigidità nel funzionamento cognitivo e controllo alimentare/corporeo.

Le pazienti con amenorrea non sono consapevoli della loro scarsa flessibilità cognitiva e della difficoltà di gestione delle emozioni. Inoltre il loro controllo sul cibo e sul corpo viene visto come una “sana abitudine” e non come la manifestazione di una certa rigidità.
Lo studio delle caratteristiche delle pazienti amenorroiche negli ultimi vent’anni ha permesso di ampliare le possibilità di cura e di trovare strade alternative non necessariamente farmacologiche.
Così si è scoperto che alcune caratteristiche di personalità rendono più vulnerabili all’ amenorrea ipotalamica: perfezionismo, bisogno di controllo, senso di inadeguatezza e bisogno di riconoscimento. (Marcus et al, 2001)

ll controllo maniacale sembra essere una caratteristica peculiare ed è indice di una scarsa flessibilità che si esprime sia in termini comportamentali che emotivi. Anche gli studi neurobiologici confermano questo dato. Sono stati misurati i livelli del fattore neurotrofico cerebrale (BDNF), un mediatore di plasticità neurale che influenza l’apprendimento, la memoria e il funzionamento cognitivo (Genazzani et al, 2007), nelle donne in età fertile con amenorrea confrontate con donne in post menopausa, e si è notato come questo fattore sia correlato alla presenza di ormoni gonadici. Le donne in amenorrea presentano un deficit di questo fattore che si traduce a livello cognitivo in una scarsa flessibilità. Il fatto inoltre che l’amenorrea permanga anche dopo aver ripristinato un peso adeguato, conferma l’ipotesi che ci siano altri fattori che rinforzino e mantengano l’amenorrea aldilà del disturbo alimentare. (Brambilla et al, 2003).

CURARE L’AMENORREA

Quando si parla di amenorrea ci si riferisce ad una patologia molto delicata perché rappresenta l’assenza del ciclo mestruale in una donna e quindi tutto questo può indicare che ci si trova dinanzi ad un caso di sterilità. E’ necessario sottoporsi ad una visita dal ginecologo per avere una diagnosi precisa.

Trattandosi di un problema molto delicato, la maggior parte delle donne quando sente parlare di amenorrea si pone sempre la solita domanda: si può curare? E come? La risposta è molto semplice, l’amenorrea si cura ma tutto dipende dalla causa che l’ha provocata.

 

Le cure dipendono dalle cause accertate. A volte il problema si risolve da solo, oppure con una psicoterapia, altre volte è sufficiente assumere delle pillole anticoncezionali o altre terapie ormonali; altre volte l’intervento è chirurgico.

Il trattamento dell’amenorrea dipende dalla causa sottostante, come pure dallo stato di salute e dagli obiettivi della paziente.

Se l’amenorrea, primaria o secondaria, è dovuta allo stile di vita, si potrà raccomandare cambiamenti nelle abitudini attinenti a:

  • Peso: il sovrappeso o un marcato sottopeso possono influire sul ciclo mestruale. Raggiungere e mantenere un peso corporeo corretto aiuta a equilibrare i livelli ormonali e a ripristinare il ciclo mestruale.
  • Stress: vanno identificate e ridotte le cause di stress nella propria esistenza. Se non ci si riesce da sole, chiedere aiuto a familiari, amici, medici o psicologi.
  • Livello di attività fisica: può essere necessario cambiare o regolare il livello di attività fisica per aiutare la ripresa delle mestruazioni. Discutere con il medico e il proprio preparatore fisico su come praticare attività fisica in modo da mantenersi in salute e con i cicli mestruali.

Sorvegliare cambiamenti del proprio ciclo e confrontarsi in caso di preoccupazioni. Segnarsi la data delle mestruazioni. Annotare la data di inizio, la durata e eventuali problemi. Il primo giorno di perdite di sangue è considerato il primo giorno del ciclo mestruale.

In caso di amenorrea primaria, secondo l’età e i risultati degli esami di funzionalità ovarica, il medico potrebbe suggerire un periodo di attesa. Se un esame di funzionalità ovarica mostra livelli bassi di ormone follicolo-stimolante (FSH, dall’inglese Follicle-Stimulating Hormone) o luteinizzante (LH, dall’inglese Luteinizing Hormone), le mestruazioni potrebbero essere semplicemente ritardate. In donne con familiarità di mestruazioni tardive, questo tipo di ritardo è comune.

L’amenorrea ipotalamica dunque si presenta come una sindrome trasversale che può essere studiata e deve essere trattata sotto più punti di vista. Molto spesso è il punto di partenza per poter affrontare problematiche psichiche dove l’amenorrea è quasi il minore dei mali.

 

CONSIGLI NATUROPATICI

Le mestruazioni sono una delle manifestazioni più naturali della fisiologia femminile. Se per un periodo vengono a mancare oppure se si verificano anomalie nella loro comparsa, può significare che si è persa quella spontaneità che contraddistingue il ciclo mestruale femminile. Questi disturbi segnalano che un’armonia è venuta a mancare. Si tratta di uno squilibrio che interessa psiche e corpo e che le proprietà delle piante possono aiutare a colmare. Come? Scegliendo il rimedio fitoterapico che più si “sposa” con la nostra personalità e che meglio abbraccia i sintomi del disturbo. Sono tante le soluzioni che vanno a curare ogni tipo di anomalia del ciclo mestruale.

AD OGNI SINTOMO UNA SOLUZIONE:

  • Angelica (Angelica archangelica) per un ciclo mestruale scarso e doloroso, è il rimedio fitoterapico consigliato a quelle donne che vivono le proprie emozioni con freddezza. I sintomi più frequenti sono stanchezza, perdita di entusiasmo, calo di desiderio sessuale, mestruo scarso e doloroso, accompagnato spesso da cefalea. Il malessere può essere originato da insoddisfacenti rapporti con il partner. La donna ha difficoltà ad entrare in intimità con l’altro, a lasciarsi andare e tende a nascondere i propri istinti. L’Angelica, in questi casi, è da assumere in tintura madre, 15 gocce 2 volte al dì per un mese.
  • Stellaria (Alchemilla vulgaris), per un flusso del ciclo mestruale troppo abbondante. L’azione benefica di questa pianta si estende a tutti i disturbi uterini, la si ritiene efficace anche come terapia preventiva dei fibromi all’utero. Regolarizza inoltre le mestruazioni troppo abbondanti e aiuta nella cura delle leucoree (perdite bianche). Si consiglia l’assunzione in decotto. Bollire un cucchiaino di Stellaria in una tazza di acqua e filtrare, berne una al mattino ed una alla sera.
  • Argentina (Potentilla anserina), per la polimenorrea (Quando il ciclo mestruale si presenta con un anticipo di almeno tre giorni). La donna ideale per questo rimedio è poco propensa a rimanere coi piedi per terra, tende con voli di fantasia a mettere in secondo piano gli elementi della realtà. Il tipo, insomma, che tende ad avere “la testa fra le nuvole”, in continua rincorsa verso la realizzazione dei propri sogni. In questo senso le irregolarità mestruali di cui soffre sono legate a una mancanza di contatto con l’elemento “terra” e tutto ciò che rappresenta da un punto di vista simbolico: la madre (“terra madre”), la concretezza del femminile e il ritmo cadenzato delle stagioni. È quindi una donna fluttuante, sganciata dalla materia, ma bisognosa di recuperare le proprie radici femminili, senza il sostegno delle quali cade facilmente in situazioni caotiche, di scarso equilibrio.

Consumare l’infuso di Argentina due volte al giorno dopo i pasti, per due mesi.

  • Achillea (Achillea millefolium), per i dolori intensi durante tutto il ciclo mestruale. Questa pianta è indicata per le donne curiose, comunicative che amano occuparsi di attività diverse, senza concentrarsi su una in particolare. Donne così, proprio per la loro natura “aerea”, se costrette a seguire un itinerario obbligato si sentiranno imprigionate. Non è raro che questa tipologia sia soggetta a emorragie , che sembrano mimare l’uscita improvvisa dell’energia-sangue fuori dai soliti “canali”. Assumere, per questo tipo di problema, l’Achillea in tintura madre, 20/30 gocce, dalle 2 alle 4 volte al giorno. Un mese il periodo di cura.
  • Camomilla (Matricaria camomilla) Altro rimedio naturale ottimo per i disturbi del ciclo mestruale di origine nervosa ed efficace sedativo dei dolori del ciclo. Proprio nel nome sono racchiuse le proprietà benefiche di questa pianta: “matricaria”, deriva infatti dal latino “matrix”, che significa utero. La camomilla si assume in tintura madre, 20 gocce, 2 o 3 volte al giorno lontano dai pasti.

Voglio sottolineare che le terapie naturali non possono sostituire ma eventualmente abbracciare un percorso medico se conclamato!

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Microbiota: il benessere nell’intestino

Microbiota: il benessere nell’intestino

Dove origina la nostra salute

Di Elisabetta Sartini 

Alla nascita il tratto digerente dei neonati è  completamente sterile e viene colonizzato subito, al momento del parto, dai microrganismi con cui viene a contatto provenienti dal tratto riproduttivo della madre. Successivamente i batteri provengono dall’allattamento, dall’ambiente, ed infine dai cibi che nel tempo ingerirà. I bimbi che non sono allattati al seno avranno una “stabilizzazione” del microbiota più tardiva dei bambini allattati naturalmente. Tornando al nostro Microbiota umano, cerchiamo di capire e conoscere bene questo “organo” tanto importante quanto discusso. E’ l’insieme di microrganismi che si trovano nel tubo digerente. Ogni essere umano,come ha un Dna differente dagli altri,ha anche un microbiota diverso. Questo organo è composto da centinaia di specie di microrganismi, che vivono in simbiosi, batteri aerobi (vivono in presenza di ossigeno) e batteri anaerobi (vivono in assenza di ossigeno), miceti (funghi e lieviti) e protozoi (organismi animali unicellulari. Questa complessa e dinamica popolazione prende anche il nome di flora batterica.

genesi

A cosa serve il microbiota?

Nell’ecosistema intestinale molte di queste specie sono di vitale importanza per la nostra salute. Sappiamo anche che sono distribuite in tutte le aree del nostro corpo: nella bocca, nel naso, nella faringe, nello stomaco, cute, intestino (tenue e crasso) uretra e area vaginale, le cui funzioni sono:

  • Produzione di enzimi digestivi
  • Sintesi di vitamine (vit K e del gruppo B)
  • Produzione di acidi grassi a catena corta (utili alle cellule epiteliali dl colon
  • Modulazione del sistema immunitario
  • Barriera contro l’invasione di batteri patogeni
  • Regolazione del transito intestinale
  • Regolazione del ph gastrointestinale

Il giusto equilibrio (eubiosi) tra batteri è quindi alla base di una corretta funzionalità intestinale. Ma i probiotici cosa sono? Sono alcuni di questi microrganismi componenti la flora intestinale, “a favore della vita” cioè, se assunti sono capaci di migliorare il bilancio della flora.

Cos’è la disbiosi?

cause-disbiosi

Abbiamo appena detto che l’equilibrio del piccolo e popolato mondo del microbiota si chiama eubiosi, lo sbilanciamento della flora intestinale si chiama Disbiosi ed è causata da:

  • Alimentazione scorretta con abuso di grassi, zuccheri e carne
  • Pasti troppo abbondanti
  • Alcolici
  • Stile di vita irregolare, stress e mancanza di sonno
  • Scarsa attività fisica
  • Scarso apporto di fibre
  • Deficit immunitari e infezioni
  • Farmaci
  • Inquinamento alimentare (conservanti, metalli..)
  • Età avanzata
  • Interventi chirurgici

Ovviamente tutto ciò è sempre soggettivo, ma solitamente quando si accusano: cattiva digestione, stanchezza, nervosismo, diminuzione delle difese immunitarie e si possono ricollegare a ciò le cause appena citate, allora potrebbe proprio essere un mancato equilibrio del nostro microbiota.

Obesità e Microbiota

obesita

Abbiamo detto che ogni individuo ha un suo microbiota, proprio come un suo dna. Il genoma complessivo della sola flora batterica intestinale è quindi esponenzialmente più ricco di geni del genoma umano. Solo l’1% viene trasmesso dai genitori, il restante 99% viene acquisito dall’ambiente circostante (-> attenzione! La genetica del Dna umano ha un 30% “d’importanza” sul nostro destino rispetto ad ambiente e alimentazione, qui si parla di “geni intestinali”, ugualmente importanti.. capite perché). Questo vuol farci intendere che tutto ciò che noi facciamo, ma soprattutto ingeriamo, influisce sul nostro corpo, sul nostro dna e lo influenza 8-> modulazione genica). Quello che transita nel nostro intestino è una massa di cibo, chili di cibo che non finiscono solamente nel water! Ogni alimento transitando rilascia sostanze=molecole. Queste molecole sono poi assorbite nel piccolo/grande mondo del microbiota che a sua volta le rilascerà nel sangue. A seconda della qualità di cibi che mangiamo nutriremo ed arricchiremo il nostro corpo. Ma quando l’equilibrio della flora viene a mancare? Quando “governano” i batteri cattivi? Si è giunti a conclusioni importanti riguardo la connessione tra obesità e microbiota. Esso può incidere sull’equilibrio nutrizionale metabolico dell’organismo modulando la capacità di estrarre energia dagli alimenti della dieta e interagendo con il metabolismo glico-lipidico. I metaboliti rilasciati dalla fermentazione di polisaccaridi complessi della dieta possono aumentare l’assorbimento di glucosio, stimolare la litogenesi, modificare la composizione in acidi grassi del tessuto adiposo e del fegato, alterare la permeabilità della barriera mucosa intestinale, alterare la risposta immunitaria, contribuire ad uno stato infiammatorio cronico e insulino resistenza. Questo è un percorso ancora complesso, che solo con la tipizzazione delle specie batteriche che colonizzano il tratto gastro-enterico e la conoscenza delle loro funzioni fisiopatologiche, sarà possibile definire più accuratamente un aspetto significativo in merito all’obesità.

 

ElisabettaSartini

 

Lo sport giusto in gravidanza

Lo sport giusto in gravidanza

Sport in gravidanza

Di Elisabetta Sartini

Lo sport in gravidanza è un utile strumento per mantenersi in forma, limitando l’aumento eccessivo del peso corporeo, favorendo un atteggiamento positivo; il tempo che si dedica allo sport infatti, non deve essere considerato come del tempo sottratto agli impegni quotidiani, ma come momento dedicato alla personale gravidanza. Di base, la ginnastica in gravidanza contribuisce a prevenire gli stress, a ridurre le tensioni muscolari ed a preservare la colonna vertebrale, oltre che sostenere i vari cambiamenti fisici e mentali. Molte sono le discipline praticabili e la scelta tra l’una o l’altra attività deve essere dettata dalle conoscenze sportive e dalla fisiologia. Praticare attività fisica in gravidanza abitua il corpo della donna a ripristinare rapidamente ed in maniera efficace le riserve energetiche utilizzate con un miglioramento globale dell’attività enzimatica.

Il metabolismo calorico basale della donna gravida aumenta in generale di un 20-30%. Le donne che praticano attività fisica hanno un consumo calorico più alto, i carboidrati ed i grassi della dieta possono essere metabolizzati molto più rapidamente. Attenzione però agli aumenti di peso.

Un adeguato allenamento in gravidanza rinforza la muscolatura dorsale, addominale e pelvica, e previene danni ai dischi intervertebrali, alla sinfisi pubica e alla parete addominale. I muscoli pelvici e dorsali fungono da stabilizzatori del bacino, allenarli è fondamentale quindi per evitare posture scorrette che causerebbero algie particolarmente dolorose.

Le mamme attive hanno imparato a fondo la meccanica respiratoria, il controllo del proprio apparato muscolare e la gestione delle proprie sensazioni; tutti strumenti utili durante il travaglio.

attività fisica in gravidanza

Vantaggi dell’attività fisica in gravidanza

Alcuni dei numerosi vantaggi che la donna e il suo bambino traggono da una corretta attività fisica svolta durante la gravidanza sono:

  • controllo del peso corporeo;
  • incremento del tono muscolare e della flessibilità;
  • migliore postura;
  • maggiore efficienza dell’apparato respiratorio e aumentato trasporto d’ossigeno per il feto;
  • migliore funzionamento del sistema cardiocircolatorio;
  • minori gonfiori;
  • minori dolori alla schiena;
  • vantaggi ormonali (come liberazione di endorfine);
  • preparazione del perineo e prevenzione di prolassi e incontinenza;
  • facilitato recupero post-parto;
  • benefici psicologici ed emozionali.
  • Tutti questi vantaggi venivano spesso messi a confronto con i timori che accompagnavano l’attività fisica in gravidanza. Tali paure sono state definitivamente allontanate dalla letteratura scientifica che ne ha elogiato i benefici.

La gravidanza, nella prevalenza dei casi, resta una condizione assolutamente fisiologica; per questo rappresenta un grave, eppure ancora frequente errore quello di confondere e trattare la gravidanza come una malattia.  Non solo, anche molte gravidanze patologiche, si pensi al diabete gestazionale, possono trarre importanti benefici dalla mirata esecuzione di alcuni semplici esercizi fisici.

Ovviamente diventa indispensabile affidarsi alla competenza di professionisti specializzati in materia.

Quelli proposti non saranno allenamenti pesanti e faticosi, ma piuttosto attività dolci, combinate con strategie di rilassamento e respirazione. Una mamma consapevole del proprio corpo e delle trasformazioni che questo subisce è una mamma al centro della propria esperienza di maternità.

Anche per questo lo sport in gravidanza sarà pensato e strutturato secondo precise regole, relative per esempio, agli esercizi in gravidanza, alla perfetta meccanica esecutiva, ai recuperi, il tutto in accordo con le proprie capacità e i propri limiti. Il lavoro corporeo in gravidanza rappresenta innanzitutto una sorta di viaggio personale, di esplorazione del proprio io corporeo e riscoperta di sé. L’occasione per ascoltarsi e ritrovare l’equilibrio psico-motorio, sapendo assecondare le proprie sensazioni. Lasciandosi guidare dal proprio corpo e dalle proprie esigenze.

palestra in gravidanza

Quando si può praticare sport in gravidanza

La futura mamma può praticare diversi tipi di attività fino al momento del parto sempre che non abbia particolari problemi di salute. In generale ci si orienta verso esercizi semplici con un bassissimo rischio di infortunio.

È però molto più importante che ogni attività praticata durante la gravidanza sia frutto di una programmazione personalizzata senza dimenticare quali siano gli accessori che non dovranno mai mancare.

Sarà dunque indispensabile una visiita medica, anche nel caso in cui si pratichi attività fisica da tempo, soprattutto se si tratta di attività fisica specifica. Lo sport in gravidanza fa bene ma non bisogna prenderlo troppo alla leggera, ha molteplici effetti positivi sulla gravidanza, sul parto, e sul post parto. Occorre quindi trovare la giusta misura tra il desiderio di essere in forma, e quello di ritornare subito in forma evitando di provocare dei danni alla gravidanza.

Le mamme fisicamente attive hanno spesso una gravidanza priva di complicazioni con un travaglio più agevole e veloce. Senza considerare inoltre che l’incidenza del parto cesareo e di altre forme di parto assistito è molto più bassa.

L’attività fisica in gravidanza non ha lo scopo di migliorare lo stato di forma, ne tanto meno deve indurre a credere che ci sia la possibilità di mantenere lo stato di forma precedente alla gravidanza. La futura mamma deve però sempre sentirsi bene prima, durante e dopo l’attività fisica. Le gravidanze a rischio, richiedono maggiori attenzioni in base alla gravità del fattore di rischio. Maggiore attenzione è rivolta:

  • Le patologie cardiovascolari (insufficienza cardiaca e interventi cardiologici);
  • Ipertensione
  • Tendenza alle varici
  • Predisposizione alla trombosi
  • Anemia
  • Asma bronchiale
  • Familiarità con l’aborto spontaneo
  • Diabete mellito
  • Malattie reumatiche
  • Malattie infettive
  • Gravidanza multipla.

Bisogna inoltre considerare che le nausee e le vertigini non sono sempre da attribuire a modificazioni fisiche, ma talvolta sono riconducibili anche a cause psicologiche, per questo motivo l’essere fisicamente attive crea dei benefici notevoli per le future mamme. Per adattarsi a questo nuovo status bisogna essere in grado di ascoltare il proprio corpo, la percezione del proprio “io” corporeo, modulando il grado di sforzo adeguandolo al proprio stato di forma e finalizzato al benessere. Mano a mano che la gravidanza avanza ed il peso aumenta, una donna si sente sempre meno in forma e propensa a muoversi, un allenamento costante, adeguato alla fase di gravidanza, migliora l’efficienza del corpo (anche se soggettivamente si può avere l’impressione contraria).

correre in gravidanza

Ginnastica pre e post parto

Cercate di praticare sport 3 volte alla settimana. In generale un’attività fisica adeguata offre molti vantaggi, sempre ponendo attenzione ad aumentare il livello di benessere e non il livello di prestazione. La temperatura corporea non deve superare i 38°C  per lunghi periodi, in modo tale da non sovraccaricare il sistema di termoregolazione.

Assumete una sufficiente quantità di liquidi!

Usate calzature specifiche che favoriscano un sufficiente grado di ammortizzamento, che sostengano il corpo e attutiscano i colpi; le vibrazioni sono una sollecitazione negativa durante la gravidanza. Anche l’abbigliamento deve essere comodo e adatto allo sport praticato, evitando gli abiti stretti che possono costringere troppo. Durante l’attività fisica per controllare la frequenza cardiaca indossare un cardiofrequenzimetro facendo attenzione a non superare i valori di soglia individuali.

  • Quando il livello di attività fisica diventa eccessivo, il corpo della mamma o quello del bambino danno dei segnali, come ad esempio la respirazione affannosa, il polso accelerato, dolori, vista annebbiata. In tali situazioni è necessario ridurre l’impegno motorio o interrompere definitivamente lo sforzo fisico.

La donna in gravidanza è in sostanza un “atleta” da allenare in preparazione del parto; è infatti necessario presentarsi in perfette condizioni psico-fisiche per il lieto evento. Per ottenere una buona condizione generale è quindi fondamentale seguire un programma di allenamento specifico.

La ginnastica pre parto può essere effettuata fino al 9° mese, dal 7° mese è però preferibile eseguire gli esercizi da seduti o da proni, per non pesare sulla parete addominale e già dal 4° mese è meglio evitare la posizione supina. La ginnastica post parto ha obiettivi leggermente diversi rispetto perché durante la gravidanza la donna ha subito dei cambiamenti graduali nel fisico, nelle emozioni e negli atteggiamenti. Nel giro di poche ore dalla nascita il bambino è nato e già incominciano una nuova serie di cambiamenti. Alcuni tendono a riportare il tuo fisico allo stato precedente alla gravidanza, mentre altri ti aiutano a fornire il necessario sostentamento al tuo bambino.

Gli effetti di questi cambiamenti possono durare fino a cinque mesi dopo il parto e provocare anche dolori, specialmente articolari, alla colonna vertebrale e al bacino, estendendosi a volte fino alle natiche o alle gambe. Anche la sinfisi pubica può dare problemi. Per tali motivi è bene praticare attività fisica anche dopo il parto,  per facilitare il recupero funzionale, e tornare con gioia alla vita di tutti i giorni.

Ciclo mestruale irregolare

Ciclo mestruale irregolare

di Elisabetta Sartini

Il ciclo regolare tranquillizza ogni donna. La sintomatologia tipica dell’arrivo della mestruazione è segno che il nostro organismo funziona bene, anche se i disagi possono essere tanti. Molto spesso però, il ciclo mestruale salta oppure tarda, per non parlare di cicli troppo “scarsi” (ipomenorrea) o troppo “abbondanti” (menorragia). Ogni donna ha un ciclo mestruale per lei unico che va dai 22 ai 36 giorni tra l’uno e l’altro.

Come dicevamo, per alcune donne, il ciclo mestruale può saltare per intere mesate  amenorrea anche senza una gravidanza in atto.  In maniera allarmante, alcuni rapporti dimostrano che molte donne preferiscono non parlare con il proprio medico di questi problemi; stati di amenorrea lunghi, o disturbi del ciclo invalidanti PMS (vedi “ciclo mestruale”)sono collegati ad irregolarità ormonali che vanno indagati per preservare la salute della donna.

Quali sono dunque i motivi di irregolarità mestruale?

  • STRESS: quando lo stress si protrae per molto tempo, il corpo produce grandi quantità di cortisolo (responsabile anche di aumento di peso in situazioni di stress prolungato) e inizia a “risparmiare” energia impedendo l’ovulazione.
  • CATTIVA ALIMENTAZIONE: un intestino messo a dura prova da alimenti poco energici e salutari, un elevato apporto di zucchero, grassi idrogenati, additivi e pesticidi come al contrario una dieta povera di nutrienti fondamentali (carboidrati, proteine e grassi), vitamine e minerali toglierà materiale fondamentale al funzionamento dei nostri organi e di conseguenza alla produzione ormonale.
  • TROPPO ESERCIZIO: (vedi anche “Perchè non dimagrisco nonostante l’allenamento”) Come sempre l’equilibrio ed il buon senso dovrebbero farla da padrona, invece l’esercizio fisico, per molte, diventa un’ossessione e assieme ad un’alimentazione scarsa si affianca sport a esaurimento, non sapendo che togliendo nutrienti preziosi al corpo non solo non si dimagrisce e scompare il ciclo mestruale, ma si rischia di sacrificarsi duramente per non perdere nemmeno un grammo o riacquistare i chili persi in pochissimo tempo.
  • DISTURBI DELLA TIROIDE: iper o ipo-tiroidismo influenzano di conseguenza il nostro organismo e la produzione di altri ormoni come quelli ovarici.
  • DISTURBI ORMONALI: come la produzione di estrogeni, che sono fondamentali per le nostre ossa e metabolismo, nonché per una sana vita fertile.
  • INSUFFICIENZA OVARICA o PERIMENOPAUSA

Woman Using Calendar On Digital Tablet At Home

Ristabilire il ciclo mestruale

Uno dei modi più comuni e suggeriti per ristabilire equilibrio e ciclo mestruale, è quello di prendere la pillola. In base al parere del proprio medico di fiducia e ginecologo, su eventuali patologie dove risulta una scelta obbligata, prendere la pillola può affrontare i sintomi ma non la causa della perdita di regolarità mestruale.

Cosa fare?

  • Allenamento: il movimento fa bene ma dobbiamo scegliere lo sport giusto per noi. Per questo è sempre bene affidarsi a figure competenti che sapranno scegliere esercizi mirati alla nostra costituzione e sfera femminile.
  • Alimentazione: cercare di restare nel proprio peso-forma, senza eccedere negli estremi di aumento o perdita di peso. L’alimentazione dovrà essere sempre ricca di frutta e verdura, frutta secca, grassi buoni e proteine. I carboidrati preferibilmente integrali e l’idratazione superiore ai 2lt di acqua al giorno.
  • Gestire lo stress: che sia il lavoro, la casa, la famiglia, dobbiamo trovare sempre un modo per ristabilire il nostro equilibrio psicofisico. Possono essere di aiuto pratiche come lo yoga, la meditazione, il passeggiare ascoltando musica..qualsiasi attività benefica per noi stesse.
  • Il calore: applicare frequentemente borsa di acqua calda o effettuare bagni caldi con olii essenziali aiuta tantissimo. Da evitare nei giorni di ciclo!
  • Un aiuto dalle erbe: consultare la propria naturopata o erborista. Alcune di queste sono: alfalfa (agrimonia eupatoria), camomilla (matricaria recutica), maggiorana dolce (origanum majorana), ylang-ylang, artemisia, assenzio..
  • Omeopatia: consultare un medico omeopata: i sintomi specifici dell’irregolarità mestruali non sono i più utili per la diagnosi del corretto medicinale omeopatico, la cui selezione si basa sulla totalità dei sintomi caratteristici del singolo caso; i trattamenti farmacologici convenzionali – spesso gravati da effetti collaterali – possono risolvere un’amenorrea, ma non sono in grado di favorire ovulazioni spontanee regolari e cicli mestruali spontanei regolari; per raggiungere un tale obiettivo, cioè il ripristino di regolare ciclo mestruale spontaneo, è necessario che il trattamento omeopatico sia effettuato con regolarità, in maniera continuativa, per almeno 8-10 mesi. Rimedi consigliati: Pulsatilla/Chamomilla – Gelsemium/Calcarea carbonica – Lycopodium/Rhus toxicodendron – Natrum muriaticum/Kali bromatum- sepia..

ciclo-mestruale-donna

Come non ingrassare a Natale

Come non ingrassare a Natale

di Elisabetta Sartini

Il Natale è un periodo ricco di emozioni, per molti contrastanti. C’è chi lo ama e chi lo odia, fatto sta che dal Natale è impossibile sfuggire.

Gli addobbi nelle città si fanno vedere già da fine Novembre e panettoni, pandori così come cotechini, zamponi, frutta secca ed altre leccornie spuntano sui banchi dei mercati da metà ottobre.

Capita così d’acquistare cibi inusuali per le nostre abitudini quotidiane, alimenti che si mangiano per un periodo che può anche durare 6 settimane, dal primo dicembre al 15 di gennaio, senza accorgersi particolarmente di quante calorie introduciamo.

Quanto pesa il natale?

Le feste di Natale prevedono una vigilia festosa la sera del 24, oppure un pranzo il giorno di Natale e un altro pranzo il giorno di Santo Stefano. Proseguendo ci rimettiamo a tavola per festeggiare l’ultimo dell’anno, il pranzo del primo, poi il giorno della Befana. Bene che vada, abbiamo festeggiato 5 ricorrenze che prevedono cene o pranzi decisamente festaioli ed abbondanti. Ognuno di questi pasti può “pesare” da 3000 a 6000 calorie (Kcal), per restare mediamente bassi calcoliamo che ogni giornata di festa tra: colazione con un po’ di panettone, pranzo o cena festaioli, qualche brindisi augurale con amici e parenti, possa apportare 4.000 Kcal. Aggiungendo altre calorie extra derivate da altri alimenti che in quei giorni circolano per casa: pandoro, cioccolata, torroni, maron glacé, salumi e frutta secca, è probabile ritrovarsi a metà gennaio con 3 o 4 chili in più.

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Cosa fare per non ingrassare a Natale

è un momento di riunione, di famiglia e amici, dove un po’ tutto si ferma per far ricordare quali siano i veri valori della vita: godiamocelo! Possiamo limitare i danni, ma se in queste giornate vi capita di mangiare di più, ricordate che non sarà una settimana durante tutto l’anno a mettervi fuori  forma.

Durante tutto l’anno è bene avere uno stile di vita corretto e fare attività fisica (adoro queste frasi fatte e reciclate ovunque!), dedicare del tempo per se stesse, per i propri svaghi e capire che lo stress e gli estremi non solo sono controproducenti, ma nel lungo periodo anche dannosi.

Vediamo cosa possiamo fare in questo atteso mese:

  • Continuare a svolgere attività fisica. Vero che i regali da fare, le cene di lavoro, i parenti occupano le giornate già prima di Natale, ma, senza stress o diminuendo una seduta, cercare di muoversi, continuando il proprio programma (scheda/split)
  • Mangiare più pulito possibile i restanti giorni che non comprendono cene di lavoro, aperitivi con amici e, cercare in queste occasioni, di non assaggiare tutto il menù, ma godersi un antipasto ed un secondo con verdure, oppure un primo ed un po’ di secondo senza dolce o con poco vino, preferire l’antipasto o un secondo con, a seguire, un dolcetto.. di alternative ce ne sono molte per godersi il pasto e portare avanti una dieta flessibile che rispetti comunque i nostri macros
  • Scegliere un giorno nel quale mettere in pratica il digiuno. Ormai sappiamo che la scelta di fare più pasti durante la giornata per “aumentare” il metabolismo sia una pratica superata. Dobbiamo adottare uno stile di vita alimentare che si adegui ai nostri ritmi di lavoro o familiari. Non succede niente di male al nostro organismo praticando ore oppure una giornata ogni tanto di digiuno, anzi, le ricerche scientifiche, ma anche nostri predecessori, hanno confermato più volte i benefici di non alimentarsi per un periodo ben definito.
  • Siete di quelle che i periodi di festa interrompono tutto (come quando andavamo a scuola e c’erano le vacanze!).. va bene, basta non lasciarsi andare al momento del rientro/ripresa. Come si è capaci a fermarsi, bisogna essere altrettanto brave a riprendere. Il rischio è sempre quello di non riuscire a rimettersi in moto e tentennare fino a marzo-aprile quando poi scatta l’ansia da prova costume.
  • Visto il clima freddo consumare durante la giornata e la sera tisane (finocchio, carciofo, tarassaco,betulla..) e thè verde (antibatterico,  antiossidante e migliora l’utilizzo di insulina grazie alle sue proprietà). Zenzero e cannella non dovrebbero mai mancare! Ricordatevi di bere tanto, sopra i due litri di acqua!!!!!!!
  • I cibi sani, gli alimenti freschi e leggeri sanno riequilibrare “da soli” il nostro corpo provato dagli eccessi alimentari delle feste. Cercate di recuperare nei pasti successivi con tanta verdure, proteine ed un po’ di frutta lontano dai pasti.
  • Esempio giorno detox:

Colazione

Tazza di te verde

1 vasetto di Kefir frullato con 1 kiwi e 1 banana

20g di fiocchi d’avena

 

Spuntino

Tisana digestiva: Scalda 150 ml d’acqua e lascia in infusione in una tazza per 5 minuti 20 g semi di cumino, 20 g di frutti di anice stellato, 20 g di zenzero fresco a rondelle, 20 g di cannella.

Pranzo

Un passato di verdure miste di stagione a piacere con 60g di kamut + tocchetti di tofu e 2 cucchiaini di olio extravergine d’oliva.

Un piatto di carciofi lessati brevemente e passati in padella con 1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva.

Una tisana digestiva a piacere, per esempio ai semi di finocchio

Merenda

1 pera frullata con mezzo bicchiere di latte vegetale e una spolverata di cannella.

Cena

Una fetta di branzino al cartoccio(oppure ceci lessati) con un battuto di erbe aromatiche e un pizzico di peperoncino.

Finocchi lessati conditi con un cucchiaino di olio extravergine d’oliva.

Una tisana digestiva a piacere

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Come Allenarsi a Natale

Per quanto riguarda chi si allena con costanza tutto l’anno,consiglio di seguire il proprio corpo e la mente.. si può continuare come programmato o diminuire una seduta a settimana. Chi si trova ad allenarsi con costanza ma senza un programma ben preciso consiglio di approfittare in questo periodo sfruttando total body ad alta intensità 2/3 volte a settimana per 30-40 min al max, fino ad arrivare a fine festività e valutare un percorso che porti alla prova costume in maniera ottimale.

Un lavoro globale e indicato per tutti, con particolare attenzione a chi si cimenta per la prima volta nell’attività fisica: evitiamo di improvvisare allenamenti troppo intensi solo per “limitare i danni” compiuti o da compiere; il corpo non è abituato a questo tipo di stress e i risultati, oltre a non arrivare, sarebbero dannosi. Approfittiamo, invece, dello stimolo dato dalle feste per incominciare un programma di attività fisica graduale e costante il quale, protratto nel tempo, darà senz’altro i suoi risultati.

Chi svolge attività sportiva differente dalla sala pesi  avrà sicuramente una preparazione ed un percorso preciso da seguire. Molte persone che non sanno come comportarsi sono  proprio quelle che frequentano la palestra e non sono seguite da un pt. In ogni caso, qualsiasi attività si scelga di svolgere non abbandoniamola del tutto solamente perché ci sono dei giorni di festa; vero che sono momenti da passare in compagnia ed in famiglia, ma un’oretta per muoversi e star meglio, soprattutto dopo pasti più abbonsanti del solito, si trova sempre. Se volete coccolarvi a 360° fatevi regalare qualche ingresso in Spa e godetevi i benefici della sauna,bagno turco emassaggi.  In fondo è natale;)

 

 

Cellulite: rimedi naturali

Cellulite: rimedi naturali

di Elisabetta Sartini

La panniculopatia edemato fibro sclerotica (PEFS) o cellulite, non è solamente grasso e per questo semplicissimo motivo non viene trattata con gli stessi approcci con cui è trattato l’eccesso di grasso: un trattamento corretto e completo è rappresentato dall’integrazione di più approcci in campo medico e attraverso la componente del movimento oltre che una sana ed equilibrata alimentazione.

Le cause della cellulite

Per poter intervenire sulla cellulite bisogna prima comprendere quali sono le cause patogenetiche che l’hanno causata. Prima di tutte c’è un difetto del microcircolo (quell’insieme di vasi sanguigni di piccolissime dimensioni attraverso i quali avvengono gli scambi tra sangue e tessuto, in questo caso parliamo del tessuto adiposo) cui è associata anche un difetto del metabolismo lipidico e/o glucidico e in generale un alterato e non efficiente apparato emuntorio.

Un’abbondanza di pannicolo adiposo dipende dalla costituzione del soggetto, dall’equilibrio ormonale, abitudini alimentari, età ed attività fisica.

All’origine della cellulite, quindi, ci sono:

  • Cause GENETICHE: la predisposizione genetica purtroppo
  • ORMONALI: l’eccessiva attività estrogenica comporta ritenzione dei liquidi
  • Alterazione del MICROCIRCOLO: la circolazione venosa riporta sangue al cuore; a livello degli arti inferiori la compressione muscolare e l’elasticità dei vasi impediscono il reflusso di sangue. La mancanza di uno di questi fattori crea stasi sanguigna, un minor ricambio cellulare che, insieme all’accumulo di adipociti (cellule di grasso) crea infiammazione.
  • STRESS: l’aumentata e cronica produzione di cortisolo. Il cortisolo è definito l’ormone dello stress in quanto viene prodotto dall’organismo in condizioni stressanti o quando viene a mancare l’omeostasi (equilibrio cellulare con l’ambiente). L’attività del cortisolo riduce le capacità fisiche, favorisce la ritenzione idrica, catabolizza massa muscolare, favorisce l’accumulo di grasso, porta a stanchezza cronica e determina insulinemia.
  • CATTIVE ABITUDINI: tacchi alti, abiti troppo stretti, postura alterata possono ostacolare la circolazione sanguigna e linfatica.

Rimedi naturali contro la cellulite

Molto spesso quella che crediamo essere cellulite in realtà è ritenzione idrica o accumulo di grasso.

In presenza di grasso localizzato lo stato della pelle è grosso modo normale per quanto riguarda il colorito, l’elasticità e assenza di inestetismi. In presenza di cellulite invece abbiamo un quadro nettamente diverso. Il colorito è cianotico con strutture bluastre e altre bianche, superficie non liscia, poca elasticità, presenza di edemi e dolore al tatto e difetti causati da un’alterata circolazione come varici, piedi freddi, senso di pesantezza e di gonfiore.

Quando il “problema” risulta essere la presenza di grasso il rimedio più “semplice” è quello di dimagrire, diminuendo il tessuto adiposo aumentando il dispendio energetico (con l’alimentazione ed attività fisica). Ricordiamo inoltre che l’esercizio fisico con sovraccarichi punta ad un mantenimento o ad un aumento della massa muscolare. La massa muscolare infatti è massa cellulare attiva, la quale richiama i liquidi all’interno e migliora la condizione di cellulite e/o ritenzione idrica.

La cellulite rappresenta un problema tutt’altro che trascurabile, sia per la sua incidenza che per le ripercussioni sulla condizione psicologica di chi ne è affetto.

Il trattamento di questa patologia (non semplice inestetismo estetico!) prevede un intervento prettamente comportamentale che comprenda un programma personalizzato che va dall’attività fisica all’alimentazione. Non si scappa!

Esistono centinaia di creme e prodotti con componenti che si dice siano efficaci sulla cellulite ma gli studi scientifici hanno negato l’efficacia di questo tipo di creme. Quindi non buttiamo soldi in “pozioni magiche”!

L’uso di FITOTERAPIA, MASSAGGI, MESOTERAPIA, TISANE E INTEGRATORI inseriti in un contesto alimentare adeguato portano invece notevoli risultati. Ci vuole tempo, ci vuole costanza, ma soprattutto amore per noi stesse.

Un’alimentazione adeguata deve essere equilibrata, varia e sostenibile nel tempo. Molto spesso chi soffre di cellulite ha qualche chiletto di troppo (non sempre) e quindi diminuire l’introito calorico con alimenti nutritivi, ricchi di vitamine, minerali e aminoacidi essenziali porta già notevoli risultati; aumentare la massa muscolare con l’esercizio fisico è la strada giusta per diminuire o eliminare il fastidioso problema.

Non dimentichiamoci gli effetti antinfiammatori dei grassi omega3 e acido alfa lipoico.

Inoltre dobbiamo avere cura del nostro intestino, assumendo fermenti lattici e probiotici quotidianamente. La cellulosa, presente nei legumi e cereali e le fibre presenti in frutta (non troppa!) e verdura migliorano la peristalsi intestinale facilitando lo svuotamento dell’intestino e di conseguenza si ha un miglioramento della circolazione linfatica.

L’apporto idrico è importantissimo, sia per il nostro intestino che per le nostre cellule. Assumere 2lt di acqua (a basso contenuto di sodio e ) è la quantità minima consigliata. Chi pratica sport deve invece aumentare fino a 4-5lt di acqua.

Vitamina C ed E hanno azione vasoprotettrice. Magnesio e Potassio aiutano gli scambi intercellulari e la muscolatura.

La Centella Asiatica è indicatissima anche per il trattamento di flebopatie e insufficienze venose grazie alla miriade di principi attivi. Utilizzata nel trattamento contro la cellulite ha portato miglioramenti anche dopo soli 20gg.

Betulla e Vite rossa hanno azione drenante e protettiva per le pareti dei vasi.

Cellulite e sport

Spesso si sente dire che basta fare sport per eliminare la cellulite. Come spiegato prima, le cause della cellulite sono molteplici, quindi abbinata all’attività fisica ci sono abitudini comportamentali da modificare e migliorare. Uno stile di vita sano aiuterà ad eliminare o diminuire la cellulite.

Vista la natura della PEFS (cellulite), la prima indicazione è quella di evitare tutti gli esercizi che creano accumulo di acido lattico; poiché questi soggetti hanno già difficoltà ad eliminare i metaboliti di rifiuto a causa di una cattiva circolazione (sanguigna e linfatica) ed un apparato emuntorio difettoso.

L’attenzione si deve focalizzare su quei lavori che stressano il SNC (sistema nervoso centrale) e non i muscoli. Coloro che amano la sala pesi devono prediligere un lavoro con grossi carichi e serie esplosive. Per chi invece pratica altri sport sicuramente va bene anche camminare o correre non troppo a lungo per non traumatizzare l’apparato scheletrico e linfatico. Evitare lunghi lavori aerobici, ma preferire approcci come i circuiti dove la continua variazione dei distretti muscolari limita l’accumulo di acido lattico agli arti inferiori e stimola la circolazione sanguigna su tutto il corpo.

Ricordate, comunque, che lo sport, qualsiasi esso sia, deve piacere. Ogni attività porta benefici e se ben conosciuta e praticata porterà ottimi risultati. Nessuno sport esclude l’altro. Un corretto stile di vita non predilige gli estremi, ma abbraccia l’equilibrio. C’è chi deve partecipare a gare importanti e quindi essere più rigida nelle scelte alimentari e sportive, chi invece vuole stare in forma ed eliminare o prevenire disturbi (tipici femminili!) e quindi deve adottare comportamenti perseguibili nel tempo. Lo stress non porta nulla di positivo, come la non conoscenza.

Ciclo mestruale e alimentazione

Ciclo mestruale e alimentazione

di Elisabetta Sartini

Alimentazione e sindrome pre-mestruale

Sappiamo che la sindrome premestruale (vedi https://lafitness16.wordpress.com/2016/11/05/la-sindrome-premestruale-pms/) va peggiorando dopo i 30 anni, proprio perché il corpo tende a “sensibilizzarsi” al lavoro degli ormoni col passare del tempo. Le donne dall’umore stabile hanno un’attività più intensa nella regione frontale, quella addetta al controllo delle emozioni; quindi il cervello è più capace di compensare gli sbalzi ormonali, aumentando l’attività delle aree che imbrigliano l’emotività. Ma vediamo come poter “alleggerire” questo fastidioso periodo con piccoli accorgimenti che possono fare la differenza.

 

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Durante la fase premestruale è normale avvertire un aumento dell’appettito e prediligere una certa categoria di alimenti (zuccheri/dolci). Perchè accade questo?

Ciò è dovuto alla diminuzione del metabolismo della serotonina (ormone implicato nel tono dell’umore), prodotto partendo da un aminoacido chiamato triptofano ( esso deve essere ricavato dagli alimenti e pertanto è classificato tra gli aminoacidi essenziali). La presenza di Triptofano favorisce il passaggio della barriera emato-encefalica da parte degli zuccheri, con intuibili vantaggi per l’approvvigionamento energetico di tutto il sistema nervoso centrale.

Pertanto, nella sindrome premestruale, alimenti contenenti carboidrati, aumentando i livelli di insulina, inducono un immagazzinamento di triptofano all’interno delle cellule per sintetizzare serotonina. Elementi importanti per sisntetizzare serotonina da triptofano sono: vit B6 e magnesio
(carboidrati integrali, legumi, frutta secca..).

L’Olio di borragine è una ricca fonte di omega-6, i quali danno sollievo alla tensione mammaria ed aiutano la stitichezza propria di questi giorni. Alimenti ad alto valore biologico, freschi e ricchi di vitamine (si può assumere anche un multi minerale). Anemia e relativo senso di affaticamento (comprese le gambe pesanti) sono disturbi comunemente accusati durante il periodo mestruale,poiché durante ogni mestruazione vengono persi dai 15 ai 30 mg di ferro. Reintegrare il ferro attraverso il cibo è fondamentale. E’ buona norma iniziare anche 4-5 gg precedenti al ciclo per assicurarsi di avere adeguate “scorte”. Per chi segue un’alimentazione vegana va considerato che il Ferro presente nei vegetali(ferro non eme) non è lo stesso presente nella carne (ferro eme). Nel primo caso il difficile assorbimento viene risolto adottando l’utilizzo di fonti di vitamina C nello stesso pasto, così una merenda a base di pistacchi e succo d’arancia diventa l’ideale. Gli omega 3-6 sono fondamentali per la produzione di estrogeni e progesterone la cui assenza aggrava la sintomatologia premestruale. (Piccolo appunto: è bene non consumare però pesce affumicato perché causa ritenzione idrica). Il calo degli estrogeni incendia d’adrenalina i centri d’allerta del cervello, quindi sia la caffeina che l’alcool possono aggravare la ritenzione idrica e gli sbalzi di umore.                               ->INTEGRATORI UTILI:

  • Estratto di carciofo (riduce la ritenzione idrica)
  • Infuso di ortica (diuretico naturale ricco di potassio)
  • Zenzero (riduce l’infiammazione)
  • Cimici fuga rubifolia (rilassa la muscolatura che causa spasmi dolorosi)
  • Citrato di zinco (bilancia l’umore e la produzione di estrogeni)
  • Vitamina B6 (lavora con lo zinco per alleviare gli sbalzi di umore)
  • Magnesio (aiuta i tessuti muscolari a rilassarsi)
  • EVITARE: snack salati, patatine, salsa di soia o tamari, pesci o carni affumicate, aceto o salamoia.

Alimentazione a basso contenuto di carboidrati

Questo genere di alimentazione viene condotta dalla maggior parte delle persone prima dell’inizio dell’estate, oppure da ragazze in in fase adolescenziale con lo stesso obiettivo: perdere peso.

L’effetto temporaneo di tale scelta alimentare, porta con sè notevoli conseguenze sfavorevoli per il metabolismo e la salute del nostro corpo. Quando non si conoscono i meccanismi fisiologici del corpo e di conseguenza non sappiamo “destreggiarci” con le “mode alimentari” si possono creare seri danni nel lungo periodo; il continuare a non confrontarsi con persone specializzate in ambito non farà altro che spingerci a cercare o provare un’altra moda o dieta senza fondamenti scientifici o comunque senza essere personalizzata su noi stesse.

Eliminare i carboidrati farà in modo di portare l’organismo in “risparmio energetico” e insulinoresistenza.

Lo stato di carenza nutrizionale attraverso la riduzione di leptina, porta alla soppressione del sistema ipotalamo-ipofisi-ovaio, con riduzione dell’ormone LH, che è il motore dell’ovulazione. Tutto ciò comporta una situazione di amennorea con ipoestrogenismo, che nei casi più estremi arriva alla mancata risposta alla stimolazione con progestinico.

La conseguenza a lungo termine di tutto questo processo ben complesso, è la perdita di massa ossea. Gli anni dell’adolescenza sono fondamentali per raggiungere il “picco di massa ossea” (la massima densità minerale che avremo nel corso della vita). Un’amennorea protratta per più di sei mesi, determina un’impoverimento della componente trabecolare dell’osso, che nel tempo porta ad un’osteoporosi precoce.

L’amennorre dell’atleta è una situazione a parte che tratterò prossimamente. Nell’atleta la massa muscolare protegge dalla perdita di calcio nelle ossa. Anche in questo caso però, la collaborazione tra ginecologo e nutrizionista è fondamentale.

 

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Alimentazione ricca in glucidi

L’alimentazione non deve essere sbilanciata, né da un senso né dall’altro. Un eccesso di carboidrati, se associato ad un basso o nullo livello di attività fisica, produce una situazione di aumento ponderale ed insulino resistenza.

L’organismo produce alti livelli di insulina che però non vengono “sentiti” dagli organi; il glucosio così, invece di entrare nelle cellule per essere utilizzato a scopo energetico, viene immagazzinato sotto forma di lipidi nel tessuto adiposo. A sua volta l’adiposità crea una situazione che favorisce l‘insulinoresistenza.

Una situazione particolare è quella di chi è già geneticamente insulino-resistente, come nel caso dell’ovaio policistico. In questa condizione, anche qualche chilo di troppo rischia di scompensare la situazione ormonale e metabolica, e creare una situazione di oligo-amenorrea. Particolare attenzione dovrà essere apportata alla qualità degli alimenti, alla riduzione dei grassi ed a mantenere una percentuale di carboidrati non troppo elevata.

Al contrario dell’amenorrea da alimentazione, l’amenorrea dell’obesa o dll’iperandrogenica non comporta problematiche di perdita di massa ossea, in quanto i valori di estrogeni sono tendenzialmente alti.

Senza entrare troppo nello specifico di ogni disturbo (lo faremo più avanti), è bene consigliare uno studio ormonale in donne che per un motivo o un altro soffrono di questi disagi. Valutare lo stato di insulino resistenza: l’insulinemia e glicemia. Farsi seguire da una persona specializzata che sappia proporre una dieta adeguata allo stato di salute e di attività fisica (che non dovrà mancare). L’esercizio costante riesce a dare una mano al metabolismo e favorire l’insulinosensibilità.

Capire che “siamo ciò che mangiamo” non è una frase fatta, Feuerbach lo disse e noi oggi dobbiamo essere capaci di reinterpretarla nel miglior modo, per la nostra salute e benessere.